Da problema a opportunità (terza parte)

Nella seconda parte si è parlato dell’importanza di accompagnare i bambini e le bambine con il gioco.

Seguono due proposte, tra le innumerevoli possibili.

L’arcobaleno delle emozioni

Ecco un suggerimento, per cominciare una attività di alfabetizzazione emotiva, con i nostri figli, le nostre figlie a casa, proprio in questa situazione così particolare che stiamo vivendo.

  • Proporre di creare o disegnare qualcosa per rappresentare quello che di questa situazione non piace, lasciando spazio per definire anche verbalmente le emozioni associate alla situazione (tristezza, paura, rabbia…).
  • Successivamente, proporre invece di creare o disegnare qualcosa per rappresentare quello che di questa situazione invece ci piace, si sta rivelando piacevole (sempre lasciando spazio per enumerare e definire le emozioni).

L’importante è che non ci siano commenti o giudizi davanti a questi loro lavori. Ogni opera  va  accolta e accettata per quello che è e va lasciata andare.  Questo è molto importante!
Si può anche concludere l’attività riappallottolando  la plastilina, per esempio, o scegliendo insieme al bambino, alla bambina di lasciare andare via i disegni che rappresentano emozioni negative per esempio facendoli a pezzettini in gabinetto e facendo tirare a loro l’acqua, come messaggio che anche quelle emozioni, ora che sono state riconosciute, espresse e legittimate, possono essere lasciate andare via. Il messaggio è che tutte le emozioni hanno il diritto di vivere, ma ‘possiamo scegliere’ quali coltivare e quali lasciar fluire lontane da noi.

♦  Oggi che animale sei?

Non sottovalutiamo il disagio fisico e psicologico dell’avere ridotto drasticamente il contatto diretto con l’ambiente naturale.  Ne risente non solo la dimensione del movimento, ma anche quella dell’immaginario. La connessione con la natura è un richiamo ancestrale, sono lì le nostre radici; è quello che ci fa sentire a casa nell’ambiente naturale. Se viviamo in città, e il contatto col verde è difficoltoso, di questi tempi, portiamo ai nostri figli, alle nostre figlie foto, documentari, racconti che abbiano le piante e gli animali come protagonisti, che permetta loro di coltivare questa sensazione di fratellanza e sorellanza con l’ambiente, senza sentirsi cacciati dall’Eden. La consapevolezza della connessione con l’ambiente naturale di cui siamo parte,  è fondamentale per la nostra salute fisica e psichica, per i bambini e le bambine lo è ancora di più; nelle nostre città e case di cemento, spesso questo rischia di essere dimenticato.

Il tempo a disposizione  in casa, può trasformarsi in un’opportunità per imparare a conoscere ogni giorno, per esempio, un diverso animale (o albero, o fiore). Ci si può aiutare con libri, con internet, con fotografie, creando un vero e proprio programma in cui ci sarà una mezz’ora un’ora al giorno dedicata a un singolo animale:

  • Che cosa di questo animale ti piace di più?
  • Cosa diresti tu se tu fossi oggi questo animale?
  • Che cosa ti piacerebbe fare oggi, se tu fossi questo animale?

Al lavoro sull’immaginario può essere accompagnato anche un’esplorazione più cognitiva che fornisca informazioni concrete sulla storia di questo animale, sul suo habitat, comportamento, stile di vita. In questo modo apprendimento e gioco si associano indissolubilmente: un investimento per quando inizierà l’attività scolastica.

E poi, inventate! Ricordatevi i giochi che facevate da bambini, da bambine e proponeteli ai vostri figli, alle vostre figlie.

Cercate di prendere il meglio di questa situazione, cogliendo l’opportunità di tempi e spazi più organici e non più meccanici.

Buon divertimento!

 

Torna a #distanti ma uniti

Comments are closed.